Telefoni cellulari e tumori-20 anni di ricerche-fonte DATA ROOM

Fonte: Corriere.it di Milena Gabanelli
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Ogni giorno in Italia a circa mille persone viene diagnosticato un tumore. I nuovi casi nel 2019 sono stati 371 mila, di cui 196 mila negli uomini e 175mila nelle donne. In crescita l’incidenza fra gli adolescenti. Le cause conosciute che provocano le alterazioni del Dna sono di tipo ambientale, legate a stili di vita, genetiche, infettive e, per ultimo, i fattori casuali. Per questa ragione, fin dal 1965, l’Oms ha fondato l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro con il compito di identificare le sostanze che possono provocare tumori, affinché vengano bandite dal mercato o sia consentito ai governi di adottare provvedimenti di salute pubblica, ma anche ai singoli cittadini di decidere consapevolmente quali rischi correre. La lista di cosa può contribuire a provocare il cancro, oltre a quello che tutti ormai ben sappiamo come fumo, alcol e obesità, è piuttosto lunga.

DATA ROOM di Milena Gabanelli
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Cosa dicono gli studi sui telefonini

Un altro tema di portata planetaria è l’esposizione alle onde elettromagnetiche di antenne e cellulari. Il resoconto del National Toxicology Program) pubblicato a marzo 2018, così come quello dell’Istituto Ramazzini, mettono in evidenza un aumento dei tumori del cervello (glioblastoma) e delle cellule di Schwann. Entrambi hanno esposto migliaia di cavie. L’Agenzia americana alle radiofrequenze a 900 MHz per tutto il giorno ad intermittenza, simulando in pratica l’uso quotidiano del cellulare. L’Istituto italiano invece ha esposto le cavie alle antenne 3G (1,8 GHz) in maniera continua per 19 ore al giorno. Altri tre lavori sperimentali, dove l’esposizione è stata fatta su un numero più ridotto di ratti, un periodo di tempo più corto e 2 ore al giorno, hanno invece prodotto un risultato negativo. In una recentissima pubblicazione del Ministero della Salute francese viene evidenziato che il glioblastoma (tumore del cervello) è aumentato di 4 volte fra il 1990 e il 2018. La scienza quindi non è concorde, mentre il mondo, privo di conoscenza su eventuali rischi, corre verso il 5G, di cui non si conosce ancora nulla.

Dalle autorità sanitarie ci si attende almeno che non vengano aumentati i livelli espositivi e l’introduzione di qualche prescrizione obbligatoria sull’uso dei telefonini: non tenerlo mai appoggiato all’orecchio, ma almeno a 5 cm, utilizzare sempre l’auricolare, evitarne il più possibile l’uso o telefonate molto brevi quando si è in auto o in treno. Durante la notte spegnere il wifi e non tenere il telefono acceso sul cuscino o comodino. Per i maschi evitare di tenerlo nella tasca dei pantaloni.

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